Di una malattia reumatica si guardano le articolazioni. Il respiro quasi mai.
Eppure nella spondilite anchilosante la gabbia toracica può diventare rigida e poco mobile, fino a condizionare la funzione respiratoria (revisione sistematica sulla spondilite anchilosante, PMC7565990). Il paziente respira più corto, si stanca prima, si muove meno. E muovendosi meno si irrigidisce ancora.
L’esercizio interrompe questo circolo. Nella spondiloartrite assiale migliora attività di malattia, funzione, resistenza al cammino e capacità aerobica, mentre da solo non basta ad aumentare l’espansione del torace (meta-analisi di studi randomizzati, Archives of Physical Medicine and Rehabilitation 2024).
Serve un lavoro mirato. Con esercizi specifici, come l’allenamento dei muscoli inspiratori, spirometria ed espansione toracica migliorano più che con i programmi convenzionali (Saracoglu et al., Rheumatology International 2017).
Per questo a chi ha una malattia reumatica chiedo sempre anche come respira. E nel programma di esercizio metto il torace, oltre alla schiena.
