Esiste un orario migliore per allenarsi? La ricerca punta sul mattino presto.

Quanto ci si allena conta. Ma anche quando ci si allena potrebbe fare la differenza. È la suggestione che arriva da uno studio presentato alla sessione scientifica annuale dell’American College of Cardiology (ACC.26), che ha individuato una finestra oraria sorprendentemente precisa per la salute del cuore: tra le 7 e le 8 del mattino.

Cosa dice lo studio

I ricercatori hanno analizzato dati di salute e parametri rilevati da dispositivi indossabili (di tipo Fitbit) su oltre 14.000 persone, monitorate minuto per minuto per un anno. Chi si allenava prevalentemente nelle prime ore del mattino mostrava un rischio nettamente inferiore di sviluppare diverse condizioni cardiometaboliche:

  • −31% di malattie coronariche
  • −30% di diabete di tipo 2
  • −35% di obesità
  • −21% di colesterolo e trigliceridi elevati
  • −18% di ipertensione

Un aspetto interessante: questi legami si mantenevano anche tenendo conto della quantità totale di attività fisica svolta. In altre parole, a parità di movimento complessivo, chi era attivo prima nella giornata mostrava un profilo cardiometabolico migliore.

Perché il mattino?

I ricercatori avanzano due ordini di spiegazioni, che probabilmente agiscono insieme.

Da un lato ci sono fattori comportamentali: chi si allena presto tende ad avere più energia durante la giornata, a compiere scelte alimentari più consapevoli e a consolidare abitudini complessivamente più salutari. Iniziare bene la giornata, in sostanza, innesca un effetto a catena positivo.

Dall’altro ci sono fattori biologici: variazioni ormonali, ritmo del sonno e predisposizione genetica potrebbero contribuire al risultato.

Come ha sintetizzato Prem Patel, autore principale dello studio (University of Massachusetts Chan Medical School): qualsiasi attività fisica è preferibile all’inattività, ma il momento in cui viene svolta sembra rappresentare una dimensione ulteriore, finora poco esplorata.

Un’avvertenza importante

Prima di riorganizzare la sveglia, vale la pena tenere a mente due cose.

La prima: si tratta di uno studio presentato a un congresso e, al momento, non ancora pubblicato su una rivista con revisione tra pari. È un dato da considerare con il giusto equilibrio.

La seconda, sottolineata dagli stessi autori: lo studio mostra un’associazione, non un rapporto di causa-effetto. Non dimostra cioè che allenarsi al mattino causi direttamente questi benefici. Potrebbero entrare in gioco altri fattori legati allo stile di vita di chi sceglie di muoversi presto.

La conclusione utile

Il messaggio più solido resta quello di sempre: muoversi fa bene, e farlo regolarmente fa la differenza più di qualsiasi dettaglio sull’orario. Ma se i risultati saranno confermati, potremmo avere uno strumento in più — gratuito e alla portata di tutti — per ottimizzare i benefici del movimento. A volte, forse, non serve allenarsi di più. Basta allenarsi prima.


Fonte: American College of Cardiology, Annual Scientific Session (ACC.26). Comunicato: “Rise and Sweat! Morning Exercise Linked with Lower Cardiometabolic Risk”, acc.org.

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